La storia dei Prima Corsia dalle origini ad oggi
Ancora piccoli uomini, Davide e Nicola suonavano in una stanza dell'oratorio maschile di Agrate Brianza
insieme a quello che poi rimase fedele amico, Alessio detto "il Mastro".
Da subito si accorsero l'immenso piacere generato dall'alzare i volumi dei propri strumenti.
Il suono emesso si diffondeva ampiamente sulla tromba delle scale di tutto l'edificio, dal tetto alla cantina;
la cosa li faceva sorridere, pensando che la loro musica potesse venire ascoltata anche da altre persone.
Il fatto però si rivelò deleterio, in quanto le altre persone percepivano la loro musica
come elemento di disturbo durante le attività comunitarie del luogo. I tre rimasero presto sconcertati
ed afflitti. L'arrivo di Andrea alla batteria, in quanto vero picchiatore di tamburi, provocò ulteriori
problemi di convivenza con il resto della gente.
I giovani "Dobro", che in bosniaco significa "bene", "cosa buona", sembravano non preoccupati dall'imminente scomunica che sarebbe caduta su di loro, perchè si resero conto di una cosa fondamentale per il loro futuro: l'essere prossimi all'equilibrio.
Dopo poco la strada di Alessio si separò da quelle dei restanti. Ci fu così un periodo di leggero vacillio, durante il quale iniziò la disperata ricerca di un nuovo bassista. Dopo vani tentativi, il fato decise di dare una mano ai tre, mandandogli dal cielo due regali: la necessità di scrivere canzoni proprie e una nuovo bassista, Alberto da Monza. E il sodalizio fu.
Alcuni credono che siano i musicisti a scegliere il nome per la propria band, altri come noi, credono che sia il nome stesso ad entrare rimbombando nella testa di qualcuno fino a farsi pronunciare.
Andrea propose nomi osceni, ma alla fine lo pronunciò correttamente: "Prima Corsia". E tutti annuirono riconoscendosi in quel nome. Per festeggiare la nascita di un nuovo gruppo, ci furono banchetti e danze durante le notti successive; ciò legò ancor di più i quattro, rafforzando la loro amicizia e facendo provare reciproca stima.
Il futuro cammino della Prima Corsia rimase contraddistinto dall'amore per la musica, la condivisione delle idee di ciascuno e una umile costanza nell'imparare a migliorarsi. La Prima Corsia ha infatti rifiutato e schernito il divismo diffuso in molte piccole band. Il motto è sempre stato "si può attirare l'attenzione della gente solo se si ha qualcosa di intelligente da dimostrare". Di cazzate se ne sono sentite tante, perciò la Prima Corsia ha sempre unicamente voluto proporre la propria musica senza troppe smanie; ciò gli dato la forza di continuare in modo affiatato, affrontando i momenti di sconforto e soprattutto i mal di testa del giorno dopo. E non sono stati pochi.
I giovani "Dobro", che in bosniaco significa "bene", "cosa buona", sembravano non preoccupati dall'imminente scomunica che sarebbe caduta su di loro, perchè si resero conto di una cosa fondamentale per il loro futuro: l'essere prossimi all'equilibrio.
Dopo poco la strada di Alessio si separò da quelle dei restanti. Ci fu così un periodo di leggero vacillio, durante il quale iniziò la disperata ricerca di un nuovo bassista. Dopo vani tentativi, il fato decise di dare una mano ai tre, mandandogli dal cielo due regali: la necessità di scrivere canzoni proprie e una nuovo bassista, Alberto da Monza. E il sodalizio fu.
Alcuni credono che siano i musicisti a scegliere il nome per la propria band, altri come noi, credono che sia il nome stesso ad entrare rimbombando nella testa di qualcuno fino a farsi pronunciare.
Andrea propose nomi osceni, ma alla fine lo pronunciò correttamente: "Prima Corsia". E tutti annuirono riconoscendosi in quel nome. Per festeggiare la nascita di un nuovo gruppo, ci furono banchetti e danze durante le notti successive; ciò legò ancor di più i quattro, rafforzando la loro amicizia e facendo provare reciproca stima.
Il futuro cammino della Prima Corsia rimase contraddistinto dall'amore per la musica, la condivisione delle idee di ciascuno e una umile costanza nell'imparare a migliorarsi. La Prima Corsia ha infatti rifiutato e schernito il divismo diffuso in molte piccole band. Il motto è sempre stato "si può attirare l'attenzione della gente solo se si ha qualcosa di intelligente da dimostrare". Di cazzate se ne sono sentite tante, perciò la Prima Corsia ha sempre unicamente voluto proporre la propria musica senza troppe smanie; ciò gli dato la forza di continuare in modo affiatato, affrontando i momenti di sconforto e soprattutto i mal di testa del giorno dopo. E non sono stati pochi.

